Fonte: Il Mattino di Padova del 23/05/2022

Un passo avanti sotto il profilo tecnologico, ma non la miglior soluzione possibile, tanti silenzi preoccupanti sulle conseguenze dell’intervento e nessuna certezza sui benefici per il nuovo ospedale. Domenico Minasola, candidato sindaco di Alleanza per Padova, fa a pezzi il progetto di Hestambiente per la quarta linea dell’inceneritore di San Lazzaro e punta il dito sul Comune e sulla Regione, colpevoli – a suo dire – di un silenzio preoccupante sui reali effetti del nuovo impianto.

«Considerando anche la notifica recentissima del ricorso al Tar presentato dai Comitati, fa spavento questo silenzio», attacca Minasola. Che poi entra nel dettaglio del progetto. «La quarta linea», dice, «è una gemella della terza. Quindi non ci trovo nessuna novità tecnologica di rilievo rispetto a una decina di anni fa». Il potenziamento dell’impianto, in effetti, prevede un ricambio: via la parte più datata, dentro una più moderna. «La quarta linea sostituirà le prime due, che sono molto vecchie», va avanti Minasola. «Resteranno così due linee a impostazione classica, ovvero a griglia, nonostante ci siano altre tecnologie più moderne come quelle a letto fluido o con gassificazione che potrebbero essere valutate».

Tutto questo preoccupa soprattutto per le ricadute in termini di inquinamento: «Anche Hera avverte che ci sarà un incremento di polveri sottili nelle aree circostanti», prosegue Minasola. «Perché il Comune non si impegna in una grande operazione di trasparenza che renda sempre pubblici i dati sull’inquinamento e non si fa promotore di un intervento di riqualificazione ambientale?».

Chiusura sul capitolo teleriscaldamento: «Gli entri», sostiene Minasola, «dovrebbero obbligare subito il gestore a fornire teleriscaldamento all’ospedale, all’Università e agli abitati di Camin e Terranegra, così da compensare i rischi di maggior esposizione al particolato». teleriscaldamento: «Gli entri», sostiene Minasola, «dovrebbero obbligare subito il gestore a fornire teleriscaldamento all’ospedale, all’Università e agli abitati di Camin e Terranegra, così da compensare i rischi di maggior esposizione al particolato».

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