Il Programma

PADOVA: per una ecologia del BenEssere.

Un contributo ecologico per Padova

“Chi governa deve avere a cuore massimamente la bellezza della città, per cagione di diletto e allegrezza ai forestieri, per onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini”.
Costituto di Siena 1309

Introduzione

La pandemia da Covid19 e ancor più il tremendo conflitto (la guerra) in Ucraina rappresentano eventi spartiacque. Ci si interroga sul dopo, sul poi. Su come vivere insieme, su una possibile e auspicabile convivenza, sulle forme del nostro condividere passioni e fatiche, sul nostro modo di abitare la terra. Irrompe nella nostra vita quotidiana e nell’organizzazione della nostra convivenza una domanda di senso.

Immaginare Padova come luogo di vita, capace di ricostruire relazioni, appartenenze, condivisioni.

Risorge l’importanza della dimensione locale: è il territorio il luogo privilegiato in cui si sperimenta il nuovo, si accoglie il diverso, provengono le più significative spinte allo sviluppo.

La sfida del futuro per Padova è ridare slancio e costruire il senso di comunità. Ogni azione sulla città deve tendere e favorire questa costruzione che non è data una volta per tutte.

Orientamenti per la Padova del futuro

  1. Padova città accogliente e a misura d’uomo. Capace di vivere un rapporto sano tra le persone e l’ambiente che ci circonda, un ambiente più naturale e al tempo stesso più umano. Con una comunità e un insieme di norme sociali condivise. Con uno sguardo che osserva e presta attenzione a ciò che le cose ci stanno dicendo.
  2. Padova città abitabile. I beni relazionali, il bene comune e lo spazio pubblico alimentano la vita personale e le diverse forme della convivenza. Consolidare il rapporto fra l’uomo e i “suoi” luoghi, una architettura degli spazi che consenta relazioni, familiarità, comunità di vita e uso benefico del tempo. Un sostegno alle relazioni, anche quelle povere e fragili: una ecologia urbana che sia ecologia dell’umano.
  3. Padova città dell’innovazione, della cultura e della ricerca scientifica. Coltivare l’arte di vivere e crescere insieme. Avere una visione comune del futuro, darsi una missione, scoprire la vocazione della città: in gioco ci sono l’Università che scandisce la vita di Padova e la proietta in un contesto internazionale, le eccellenze sanitarie che hanno solida radice e tradizione, le potenzialità turistiche in parte ancora inespresse, i poli logistici che sono infrastrutture di relazione (interporto-strade e autostrade-il sistema ferroviario-il sistema idroviario). La sfida di saper mettere insieme energie e risorse.
  4. Padova città che riempie i vuoti e connette gli spazi. Ricuce e ricompone le fratture. Gli spazi ci sono dati, sono un dono della natura. I luoghi sono prodotti da chi li abita e accettano la sfida di essere rigenerati. Non sono semplici contenitori ma materia viva che dà respiro alla vita delle persone, che promuove azioni, realizzazioni, connessioni.
  5. Padova città del futuro (che costruisce ed immagina il futuro). Dare forma alla domanda giovanile. Come? Avviando processi di cambiamento e di sviluppo della realtà cittadina per offrire soluzioni possibili alle esigenze della generazione più giovane. Attratta da un’esperienza di bellezza e di benessere. Mettendo al centro la qualità, migliorando opportunità e servizi. Portando nuove sensibilità, valorizzando la bio e la socio-diversità; e nuove competenze, come quelle digitali e interculturali.

Proposte di governo per Padova

5 idee per lo sviluppo della città

Lo spazio di relazioni della nuova Civitas.

Creare una rete di attrazione principale della città nel campo della conoscenza, della produzione, della innovazione, della cultura, del turismo in modo strutturato e armonizzato. Queste relazioni generano flussi in termini di mobilità e di comunicazioni dati. Il piano degli interventi si dovrà fare portatore di queste istanze con:

  • creazione di mezzi di comunicazione pubblici collegati ai principali nodi di attrazione e generazione dei flussi con l’impiego di mezzi di trasporto sostenibili di nuova generazione
  • creazione di strutture di collegamento dedicate, con la realizzazione di reti cablate ad alta velocità tra i punti interessati da questi fenomeni, con l’obiettivo di abbassare lo spostamento di persone tra i luoghi della produzione, del sapere, della innovazione
  • riaprire la progettualità di centralità urbane con tutti i servizi attorno agli assi di mobilità urbana (Arcella, Guizza, Facciolati, ecc.). Policentrismo e mobilità integrale
  • realizzare nuovi park lungo le direttrici della mobilità pubblica, anche usando il patrimonio e le aree comunali dismessi o poco utilizzati (tipo l’ex officina comunale di Piazza Mazzini). Piano parcheggi
  • ridisegnare il trasporto pubblico evitando sovrapposizioni con le linee forti SIR per una maggiore capillarità del servizio in luoghi urbani attualmente poco serviti
  • accompagnare le linee SIR con viabilità che consenta di non sacrificare la mobilità privata
  • dotare tutti i padovani di un unico titolo di mobilità facilmente ricaricabile e connettibile sui device per utilizzare tutti i mezzi privati e pubblici: parcheggi, autobus, metrobus, treni regionali, car sharing, bici elettriche, biciclette e monopattini a noleggio, ecc.. Un passe-partout
  • coinvolgimento in modo articolato dei portatori di interesse dei vari settori coinvolti.

Reinventare i “buchi” urbani. Vuoti da riempire, spazi da connettere, fratture da ricomporre, luoghi da costruire.

Gli spazi ci sono dati, i luoghi sono prodotti da chi li abita. Oggi molti luoghi chiedono di essere rigenerati non come contenitori indefiniti. Un’operazione che prima di essere di ingegneria costruttiva è culturale e sociale. Un progetto organico tra “i vuoti urbani inconclusi”. Va costruita una mappa completa dei luoghi abbandonati di Padova.

Eliminare e reinventare i troppi luoghi abbandonati per operazioni di riqualificazione urbana con sinergie fra le opportunità private e nuovi servizi pubblici (quali: ex intendenza finanza via san Biagio, ex procura militare, ex ospedale militare, ex Caserma Pietrobon. Ex Caserma Romagnoli, ex Caserma Prandina, ex Comando Santa Giustina, ex Cinema Altino, Ex Tesoreria piazza Eremitani, Ex Stadio Appiani, Ex Guardia di finanza via san Francesco, area Ex Macello di via Orus, Ex macello di Corso Australia, ecc…)

Tra cultura ed economia

Padova dovrà investire prima di tutto per i propri cittadini diventando allo stesso tempo attrattiva per il turismo culturale, grazie anche alla presenza di eventi o processi culturali di qualità, innovativi e di richiamo nazionale e internazionale, valorizzando in primo luogo il patrimonio identitario della città. E’ necessario affrontare pragmaticamente il problema della competenze trasversali di differenti assessorati (istruzione, cultura, commercio, etc.), e condividere una programmazione strategica, nell’arco dei cinque e dei dieci anni, con gli altri attori chiave nell’attività culturale della città (Università, Teatro Stabile, Fondazione Cariparo), con i professionisti del mondo dell’arte, dello spettacolo e intrattenimento e con il ricco tessuto associativo. Intendiamo ri-definire il rapporto fra produzione culturale in Padova e importazione di prodotti culturali, spostando il punto di equilibrio verso i produttori locali. Al fine di moltiplicare i percorsi di conoscenza, attraverso la valorizzazione anche dei siti meno conosciuti, censiremo e coordineremo le proposte già in essere da parte di Associazioni culturali impegnate nel settore. Il coordinamento permetterà di mantenere la ricchezza di un’offerta diversificata e nello stesso tempo compatta, permettendo di creare dei pacchetti turistici specializzati.

  • La città dipinta, URBS PICTA. Padova non è solo sede dello straordinario ciclo giottesco degli Scrovegni, ma è una città ricca di affreschi che dal ‘300 in poi si susseguono nei secoli fino ai tempi attuali, sino alle più recenti opere di street art, da valorizzare con interventi di riqualificazione urbana ed un festival dedicato.
  • Organizzare il marchio Quartiere della cultura: dall’area verde di piazzale Boschetti collegato tramite passerella al complesso museale degli Eremitani, a palazzo Zuckermann, a palazzo Cavalli e al Centro Altinate, con un percorso dedicato.
  • Portare a termine i lavori di restauro del Castello Carrarese e procedere con l’obiettivo di una sua trasformazione nel Museo della Città come spazio della conoscenza storica e dell’identità, nell’ambito del più generale progetto di valorizzazione della rete dei poli culturali cittadini, per il Design e l’Arte contemporanea, oltre a recuperare uno spazio suggestivo per la musica nella chiesa sconsacrata.
  • Continuare nella creazione del Parco delle Mura e delle Acque inteso come cerniera culturale fra il centro storico e i quartieri esterni, creando un anello di verde nella città, ricco di suggestioni culturali, incentivando nei contenitori recuperati l’attività dei giovani artisti con luoghi dedicati, anche con la residenza d’artista.
  • Organizzare un’offerta culturale diffusa valorizzando la creatività e le attività presenti in città da finanziare con un Fondo unico specificatamente costituito.
  • Sarà realizzata l’ Agenzia per la promozione di grandi Eventi Culturali e grandi Mostre, facendo sistema fra i vari siti museali, mostre e gallerie d’arte, agevolando forme di sinergia fra pubblico e privato, al fine di meglio utilizzare la risorsa dell’immenso patrimonio culturale di Padova sugli esempi italiani di Torino e delle più importanti capitali Europee.
  • Turismo-Al centro del Trecento. Promuovere una offerta turistico-culturale assieme alle città murate e ai borghi medievali (Este, Monselice, Montagnana, Arquà, Cittadella …), per fare di Padova una meta in cui trovare la genialità del Trecento italiano (arte -Giotto e giotteschi; nascita delle città, nascita dell’università -seconda università al mondo-, nascita della cura – primo ospedale al mondo- ecc). In questa originalità attrarre i flussi naturali (università, professionisti, terziario, fiera, Santo, sanità.)
  • Costruire un Osservatorio permanente del turismo padovano, con particolare attenzione agli effetti indotti da musei, mostre, manifestazioni culturali e fieristiche, congressi e concerti

L’Università patrimonio della città.

E’ vero che l’università è Padova e Padova è l’università. Ma la città non può abdicare al suo ruolo, lasciando che l’Università detti le linee dello sviluppo globale. L’università è nella città e ha bisogno di un territorio che sappia individuare proprie linee di sviluppo, affinché le potenzialità che l’università esprime di generazione in generazione possano trovare terreno fertile per nuova creatività imprenditoriale, nuovi servizi intellettuali e professionali, nuova occupazione e nuovo benessere per tutti. Quindi, il Comune deve riprendere la titolarità delle leve dello sviluppo generale della città, sapendo valorizzare sinergicamente tanto i carismi universitari quanto quelli del territorio.

Istituzione Assessorato alla Musica per il Comune di Padova.

Padova deve saper valorizzare le proprie bellezze e i propri punti di forza. Per esempio il progetto della Cittadella della Musica, che – con il nuovo Conservatorio (ottima la scelta di Palazzo Foscarini come sede più adeguata e funzionale) e grazie soprattutto all’intervento privato – riapre la possibilità di immaginare un nuovo Auditorium vero, e non una soluzione di risulta come quella ipotizzata nei padiglioni del quartiere fieristico. Padova ha infatti proprio nella Musica uno dei suoi punti di forza riconosciuti internazionalmente: oltre a un Conservatorio che forma grandi musicisti e che da sempre è tra i più innovativi anche nella ricerca musicale contemporanea e sperimentale, due grandi orchestre, l’Orchestra di Padova e del Veneto ed i Solisti Veneti, che hanno portato la musica del Veneto nel mondo, il quartiere musicale realizzato da strutture specializzate, che ha fatto di Padova uno dei punti di riferimento per i concerti, creando professionalità preziose a tutti i livelli. Per non dire della fitta presenza di gruppi musicali per ogni genere, dal classico al rock. Un elenco che potrebbe continuare a lungo. Insomma una Città della Musica che sembra non riconoscere i propri gioielli. Per questo si propone per la prossima amministrazione un Assessorato alla Musica, che si dedichi allo sviluppo di questo grande patrimonio culturale le cui ricadute – da consolidare anche potenziando la sinergia con l’Università, che vanta grandi studiosi e una facoltà come il DAMS – sono ben più profonde e pervasive di quanto si possa immaginare. La musica è un linguaggio internazionale che potrebbe rappresentare una chiave di volta per il prossimo auspicabile sviluppo turistico di Padova “Urbs Picta” con l’organizzazione di un festival internazionale di musica come annualmente si svolge in altre città europee come Salisburgo, Aix-en-Provence e Bayreuth. Tutto ciò con l’obbiettivo di qualificare e veder riconosciuta in Italia ed Europa, Padova come Città della Musica.

5 idee per la sostenibilità della città

Rigenerazione urbana, qualità dell’ambiente, politiche per il verde.

Padova è a tutti gli effetti una città metropolitana. Vanno rinnovati gli strumenti di governo del territorio per favorire estese iniziative di recupero e rigenerazione fisica, sociale, economica e funzionale, per migliorare l’intero tessuto urbano sia centrale che periferico, seguendo i seguenti principi di politiche urbane sostenibili:

  • riduzione drastica del consumo di suolo
  • riequilibrio ambientale, rete ecologica del verde e riqualificazione del paesaggio urbano
  • mobilità sostenibile e compatibilità ambientale del sistema infrastrutturale
  • rigenerazione urbana e quartieri sostenibili
  • riprogettare la città secondo il criterio della mixitè

Tutto ciò va applicato a tre diverse scale operative:

  1. A livello locale, ricercando le soluzioni ai problemi quotidiani segnalati dai cittadini, mediante la costituzione di Laboratori di quartiere, intesi come luoghi di incontro e di lavoro dove gli abitanti possono sperimentare nuovi modelli di progettazione partecipata
  1. A scala urbana, con un approccio progettuale innovativo che preveda l’integrazione fra progetti di rigenerazione urbana e mobilità pubblica sostenibile, rivedendo il Piano di assetto del territorio e il Piano degli interventi, con l’obbiettivo di azzerare l’espansione urbana e intervenire sull’esistente. Lo scopo prioritario della prossima Agenda comunale sarà la ri-progettazione della città esistente e il recupero della qualità urbana con interventi diffusi nei quartieri periferici basati sulla mixitè funzionale, sull’inclusione e sull’equità sociale, nonché la messa a punto di progetti-pilota di ristrutturazione dell’edilizia costruita negli anni ‘50 e ‘60,da realizzare secondo criteri eco-sostenibili e con tecnologie finalizzate a migliorare l’efficienza energetica. Contestualmente va avviata una politica ambientale di ampio respiro finalizzata alla riduzione dei consumi energetici e all’abbattimento dell’inquinamento urbano e delle emissioni climalteranti, con progetti che prevedano non solo l’adattamento ai cambiamenti climatici (resilienza urbana), ma anche il potenziamento del verde urbano, la tutela delle residue aree agricole e la promozione di pratiche di agricoltura biologica
  1. Città Metropolitana, realizzando un piano strategico con i Comuni della Cintura non solo per condividere progetti nel medio periodo, ma anche per delineare una visione futura per l’area metropolitana, proiettata al 2030 e approvata da tutti gli attori pubblici e privati. In quest’ottica, priorità va data alla realizzazione del Parco Letterario paesaggistico metropolitano, con l’obbiettivo sia di contribuire al miglioramento della qualità ambientale di Padova città verde, sia di promuovere nuove forme di economia locale, capaci di integrare agricoltura, tempo libero e turismo culturale.

Obbiettivo Smart City, “città intelligente”.

Smart City, ”città intelligente”: si tratta di un vero e proprio spazio urbano che è pensato e strutturato per essere al 100% in grado di sfruttare le risorse tecnologiche e digitali per distribuire energia. L’obbiettivo è quello di rendere sostenibile non solo dal punto di vista ecologico ma anche economico gli spostamenti dei cittadini all’interno della rete urbana, tutelandone la salute. Eventuali proposte:

  • centrali elettriche virtuali (una centrale elettrica virtuale permette di aggregare e gestire, tramite un sistema in cloud, diverse unità di produzione di energia elettrica, presenti in una stessa area, abbinata a sistemi di accumulo).
  • impianti fotovoltaici
  • impianti a biogas
  • centrali idroelettriche
  • sistemi di raffrescamento/riscaldamento
  • veicoli elettrici

Smart Mobility: prevede l’impiego di modalità di spostamento innovative e caratterizzato da un basso impatto ambientale. Eventuali proposte:

  • telepass Pay (consente di individuare un parcheggio sulle strisce blu, controllare la disponibilità, indicare il tempo di sosta e pagare da App)
  • auto comunali elettriche
  • Car e Bike sharing
  • Ridev sharing, che consiste nella condivisione di passaggi in auto per rendere l’esperienza, non solo ecologica, ma anche sostenibile in termini economici

Sussidiarietà, legalità e sicurezza urbana.

Sicurezza uguale a qualità della vita. Occorre una città in cui nessuno abbia paura di vivere e partecipare.

Il binomio “Sicurezza e Legalità” si affronta con impegno e serietà attraverso una pianificazione non ideologica ma impostata sulle politiche di prevenzione e di successiva repressione, nella logica dei diritti e dei doveri per tutti. L’integrazione, la prevenzione e la coesione sociale, unite ad un serio controllo del territorio sono la premessa per una Padova sicura, vivibile e partecipata. Queste misure, superando ogni forma di buonismo, consentiranno di recuperare e rafforzare il “principio di legalità” e di sconfiggere la percezione di insicurezza diffusa in alcune zone della nostra città (Stazione, Palestro, Chiesanuova, Prima Arcella).

Occorrono presidi sociali di quartiere (cioè punti di riferimento di zona, cui i cittadini si possano rivolgere per qualunque problematica legata all’insicurezza),servizi di strada, servizi di trasporto pubblico sicuri anche di notte, centri di ascolto e di aiuto per le vittime di violenza e di reati.

Le Azioni richieste:

  • Polizia locale. L’obbiettivo è quello di far assumere alla Polizia Locale un ruolo fondamentale e pro-attivo ispirato al concetto di “prossimità” attraverso un nuovo impulso al progetto del vigile di quartiere
  • Rigenerazione urbana. Attivare sia maggiori politiche sociali che azioni concrete di riqualificazione urbana: vigilanza, pulizia e sorveglianza dei parchi, manutenzione dei marciapiedi e cura del territorio, controlli mirati sulle allocazioni immobiliari e commerciali, iniziative culturali e sportive diffuse. Istituzione di una Squadra speciale della Polizia Municipale a tutela specifica delle donne con l’adozione di misure che contrastino in modo efficace la violenza sia in ambito pubblico che domestico.
  • Comitati civici e sistema di sicurezza urbana. Valorizzare ed ascoltare le proposte e le esperienze di sicurezza sociale auto-organizzate già presenti nei diversi quartieri, promuovendo tavoli per la sicurezza coordinati dal Comune, con la partecipazione di operatori sociali, mediatori interculturali di zona, forze dell’ordine, polizia locale, residenti e commercianti
  • Proporre su base zonale e micro-zonale i patti sulla sicurezza urbana (art. 7, comma 1 bis, del DL 20.2.2017, n. 14) per insediare progetti di sistemi di sorveglianza tecnologicamente avanzati, con software di analisi video per il monitoraggio attivo e invio di allarmi automatici a centrali delle forze di polizia o istituti di vigilanza privata convenzionati, a fronte dei quali il Comune concederà una diversa modulazione IMU e TASI per far recuperare le spese sostenute. Ciò consentirà di moltiplicare ovunque presidi intelligenti e di far intervenire in tempo reale le forze di polizia, in quanto i sistemi di telecamere intelligenti inviano direttamente gli alert programmati senza aver bisogno di essere rivisti a distanza di giorni.

Obbiettivo Terzo Settore Green.

La transizione ecologica è un processo costoso che risulta inaccessibile a gran parte della popolazione. E, ancora di più, per molti enti no profit e realtà del Terzo settore (associazioni, fondazioni, cooperative e imprese sociali) afflitte da limiti di capitale e di bancabilità.

Creiamo una ESCo (Energy Service Company) – società/consorzi riconosciute e certificate per erogare servizi volti al miglioramento dell’efficienza energetica dedicata al Terzo Settore. Rimangono in capo alle varie associazioni le finalità tipiche del volontariato e del Terzo Settore in genere.

Promuovere le Comunità energetiche, iniziando a realizzare iniziative tra soggetti pubblici e privati, a partire dal territorio.

Dare forma agli ambiti di gestione unitaria dei servizi sociali (Ats) ,previsti dalla Legge di bilancio 2022,vincolati al PNRR. Sono una sfida impegnativa per una efficace gestione dei servizi sociali. La risposta ai bisogni e alle esigenze dei cittadini si realizza solo attraverso la sinergia tra enti, istituzioni, privato sociale, e volontariato. Trasformare gli Ats in cantieri di una “rafforzata solidarietà istituzionale” e di una operosa attività di collaborazione tra pubblico e privato.

Liberare la Padova d’acque. Una città fluviale.

Padova come “città storica” è nettamente delimitata e evidenziata dalle cerchia delle mura cinquecentesche, “veneziane”, (dieci chilometri e 800 metri) ai piedi delle quali per lunghi tratti scorrono le acque del Piovego (Bacchiglione).

La crisi ambientale sempre più grave (nubifragi e siccità) può essere affrontata con un progetto che abbia delle priorità precise e definite. La Repubblica cioè tutti i cittadini, anche applicando il principio di sussidiarietà, tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Le azioni:

  • ordinaria manutenzione annuale (ma anche straordinaria) della cerchia muraria veneziana che preveda l’eliminazione della vegetazione dannosa e le piccoli riparazioni;
  • controllo dello stato attuale della rete fognaria della città storica;
  • dragaggio periodico del Piovego ai piedi delle mura cinquecentesche che elimini il limo depositato formatosi nel corso dei secoli (torbida);
  • abbattimento degli edifici di proprietà comunale e in generale pubblica ,spesso sotto-utilizzati (scuola Madonna di Lourdes, ecc.)realizzati davanti alla cerchia muraria cinquecentesca;
  • costruzione di una conca che consenta il superamento del dislivello fra i due tratti dell’anello d’acqua al ponte di Sant’Agostino;
  • stombinamento dell’Alicorno lungo tutta la via 58° Fanteria;
  • costruire un anello dei nostri argini fluviali immaginando un percorso navigabile totale, favorendo iniziative culturali.

Azioni di governo

  1. Programma di tutela e conservazione animali da compagnia e selvatici in ambiente urbano nella città di Padova. Nuove aree attrezzate per gli animali da affezione. Garantire maggiore assistenza all’Associazione dei Veterinari e agli uffici dell’Ulss competenti in merito alla lotta al randagismo, alla sterilizzazione e alla microchippatura degli animali. Salvaguardia e gestione delle colonie di gatti randagi. Assoluta e inderogabile necessità di creare spazi ed habitat consoni alla sopravvivenza e riproduzione degli animali selvatici
  1. Sport e vivibilità del territorio urbano. Piste ciclabili e pedonali: implementazione e miglioramento di tutti gli argini al fine di favorire lo sport non strutturato, con illuminazione adeguata e creazione anche di punti ristoro. Incentivazione e promozione della pratica sportiva: una Card dello Sport a prezzo simbolico per giovani e giovanissimi nelle varie discipline sportive di maggior costo come tennis, equitazione, golf; convenzioni con le maggiori società sportive del settore e l’ufficio scolastico provinciale. E una Card Speciale Sport per gli Over 50 anche a fini di prevenzione della salute e del benessere dei cittadini. Impianti sportivi: manutenzione e ristrutturazione, le società sportive hanno bisogno di impianti efficienti e sicuri. Politiche tariffarie: calmierare le tariffe favorendo chi cura il settore giovanile e sostenere l’attività delle Federazioni Sportive come la pallavolo, il rugby, la pallanuoto, il baseball, il basket, il nuoto sincronizzato che stanno dando visibilità alla nostra città. Sport di tutti: riservare particolare attenzione alle discipline amatoriali come Fitwalking marce dilettantistiche e sport cosiddetti minori
  1. Contro il deserto abitativo e commerciale. Riduzione IMU per proprietari che calmierano gli affitti per negozi e abitazioni.
  1. Ambiente per lo sviluppo. Inceneritore: operazione trasparenza con telecamera H24 visibile dal portale video che mostri cosa viene conferito. Affidamento controllo dei fumi e degli scarichi a un audit esterno convenzionato con ARPAV e partecipato anche con forme di presenza popolare e/o delle associazioni ambientaliste. Progetto di teleriscaldamento delle zone più vicine al termovalorizzatore, nonché alla linea di edifici universitari lungo l’asse del Piovego e agli ospedali (attuale e prossimo)
  1. Innovazione energetica degli edifici pubblici
  1. Realizzare 10 orti per quartiere
  1. Recuperare il gap di questi anni del recupero e del riciclo

La Governance

Bisognerà ri-organizzare la macchina Comunale in senso orizzontale e non più in senso gerarchico verticale. Va valorizzato il personale interno con forti azioni di aggiornamento professionale idoneo alle nuove difficili sfide del futuro.

Va realizzato uno Staff intersettoriale in stretta collaborazione con la Giunta ed il Consiglio che sulle materie di maggior interesse , attraverso il modello delle “ Conferenze di Servizi” . Con referente il Nuovo Settore Ambiente , assuma le decisioni valutando innanzitutto gli impatti ambientali, sulla sicurezza urbana e sulla mobilità ed il verde.

Vanno riorganizzati i Settori eliminando i doppioni fonti di inutili costi e disservizi, omogeneizzando le “ Aree”, valorizzando meglio i Quadri e i Funzionari Amm.vi e Tecnici.

Vanno realizzati gruppi di lavoro intersettoriali e staff operativi in grado di gestire alcune manifestazioni ed eventi culturali, sportivi e turistici ideati dalla Amministrazione Comunale.

Va favorito un interscambio dei funzionari con l’Università, la Provincia e la Regione, in grado di sviluppare un dialogo costante ed iniziative congiunte per condividere buone prassi.

Va razionalizzata la spesa per il personale puntando al merito ed alle competenze

Conclusioni

Costruiamo la sussidiarietà locale: dobbiamo avviarci verso un modello di “amministrazione condivisa” della Città. Il Comune non è più l’unico soggetto titolato a governare il processo di sviluppo ma vanno coinvolti i cittadini e le organizzazioni della società civile portatrici di cultura e di interessi. Il principio di sussidiarietà si realizza in un percorso di co-programmazione e co-progettazione (sussidiarietà circolare). L’amministrazione condivisa richiede un patto non per gestire ma per progettare il modello di sviluppo. Dobbiamo sperimentare forme nuove di dialogo: i forum deliberativi (i cittadini hanno il diritto di chiedere una motivazione pubblica delle decisioni che vengono prese), i piani strategici, le fondazioni di sviluppo. Utile anche adottare il principio delle Conferenze di servizi quale abituale strumento per determinare le più importanti e strategiche decisioni amministrative.

Il Comune di Padova ha adottato nel 2021 il Regolamento per l’amministrazione condivisa: mettiamolo in pratica.

Le scelte vanno fatte con la logica di cos’è meglio per noi, per la nostra città e la nostra comunità. E’ una razionalità del noi che ci fa rispettare l’ambiente.